11/9 – Primi squarci nella censura

L’11 settembre del 2002 il New York Times ha scritto: “A distanza di un anno i cittadini sono meno informati sulle circostanze in cui sono morte 2.801 persone in pieno giorno all’estremità meridionale di Manhattan di quanto, nel 1912, trascorsa qualche settimana, non lo fossero a proposito del Titanic“. Cinque anni dopo quell’articolo, quanto accade quel giorno resta ancora un mistero.

I media continuano a nascondere qualsiasi notizia che riguardi l’evento più importante della storia recente. L’ultima riguarda le dichiarazioni del parlamentare giapponese Yukihisa Fujita, membro del Partito Democratico del suo paese. In aula davanti a tutti i colleghi si è prodigato per diversi minuti in un vero e proprio interrogatorio serrato ai membri del governo e ai funzionari dello stato, chiedendo conto dell’appoggio dato dal Giappone all’invasione Usa dell’Afghanistan, alla luce del fatto che al Giappone non sono state ancora esibite le famose prove della colpevolezza di Bin Laden promesse a suo tempo (e nemmeno a tutti gli altri) . Fujita ha parlato del Pentagono e di diverse altre magagne della versione ufficiale lasciando tutti sbigottiti. E’ (forse, se i media mondiali censurano tutto non possiamo saperlo con certezza) la prima volta in assoluto che un parlamentare di un regime democratico mette ufficialmente in discussione l’appoggio dato dal suo paese alle guerre americane, facendo riferimento alle incongruenze nella versione ufficiale del 9-11. E’ un segnale importante che dimostra che il fronte si sta sfaldando, che la menzogna è troppo grande per essere tenuta nascosta ancora a lungo.

In Italia è stato pubblicato un libro e contestualmente è stato realizzato un film dopo due anni di lavoro e di ricerca della verità. Il titolo di entrambi è Zero – Inchiesta sull’11/9, nei quali si dimostra come la versione ufficiale sia un falso.

E questo, quando in Iraq continuano a morire esseri umani incolpevoli in attesa che la verità venga finalmente alla ribalta e la classe politica, che ci ha portato a questo punto, smantellata e punita.

~ di giblino su 22 gennaio 2008.

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